C’è un momento, per ogni realtà in crescita, in cui ti fermi un secondo e pensi: “ok, stiamo andando nella direzione giusta“. Per noi di Socialbooth quel momento è arrivato con una notizia che ci rende orgogliosi: siamo stati inseriti all’interno della sezione “Business Innovation” del primo numero di Forbes del 2026 .

Non è “solo” una citazione. È un riconoscimento del percorso che stiamo costruendo: trasformare l’intrattenimento in una leva strategica per brand, istituzioni e progetti culturali, con un approccio che unisce tecnologia, creatività e struttura organizzativa.
Perché Forbes ha parlato di noi :
Nel mondo degli eventi si parla spesso di engagement, innovazione e tecnologia. Forbes, invece, mette un accento che sentiamo profondamente nostro: il tema del valore, inteso come capacità di costruire modelli sostenibili, organizzazioni solide e crescita strutturata. È esattamente lo spazio in cui viene raccontato il nostro percorso.
L’articolo racconta Socialbooth come una realtà che ha trasformato l’intrattenimento in una leva strategica per brand, istituzioni e contesti culturali. In altre parole: non “mettere un’attrazione in evento”, ma progettare un’esperienza che generi relazione, contenuto e memoria, con un impatto misurabile e coerente con l’identità del brand.
Da un team piccolo a 7 sedi operative in Italia…
Crescere, per noi, ha significato costruire un’organizzazione capace di sostenere più complessità, restando coerente nel posizionamento e nel modo di progettare esperienze.
AI+ e storytelling: quando l’intelligenza artificiale diventa linguaggio progettuale
Uno dei passaggi centrali del racconto di Forbes riguarda l’evoluzione del nostro modello grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale come linguaggio progettuale. Da questa visione nasce AI+, un approccio che unisce intelligenza artificiale, contenuto e storytelling, con lo sviluppo di avatar e contenuti visivi coerenti con l’identità del brand, a partire dal brief del cliente.
Questo posizionamento – evidenzia l’articolo – ci ha permesso di affermarci nella progettazione di esperienze AI-driven, lavorando anche su attivazioni ad alto impatto per clienti istituzionali e grandi aziende: tra i riferimenti citati, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (AI Summit) e realtà come ITA Airways e Petronas (sponsor Mercedes in Formula 1)
L’IA non è un “gadget”, è per noi un modo per rendere ogni attivazione più unica, più memorabile e più allineata all’immaginario del brand.

I progetti citati: quando la tecnologia serve emozione e autenticità
- Il progetto per Giffoni, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata: una cabina esperienziale pensata per favorire ascolto e autenticità, volta a ricreare un’atmosfera intima, in cui gli studenti rispondevano a domande su un monitor. Questo spazio ha generato molte ore di registrazioni, poi utilizzate per costruire un documentario , presentato ufficialmente al Giffoni Film Festival, sul tema della salute mentale e all’invito ai giovani a parlare e confrontarsi.

- Hoffman Essential, un percorso che ha messo la tecnologia al servizio dell’introspezione: un sistema di instant message via QR code per lasciare un messaggio. Si tratta di un gioco per cristallizzare i concetti e un Photobooth finale per personalizzare la foto con un pensiero personale, trasformando l’esperienza individuale in una traccia concreta e condivisibile.

Effetto Socialbooth”: il gioco come infrastruttura relazionale
C’è una frase che ci rappresenta molto: “in Socialbooth il gioco non è semplice intrattenimento“.
Forbes lo racconta come una vera e propria “infrastruttura relazionale”: un modo per facilitare networking e interazione anche nei contesti più formali. È ciò che in azienda chiamiamo spesso “effetto Socialbooth”: un meccanismo rompi-ghiaccio che abbassa le barriere iniziali e rende l’interazione più spontanea, naturale, umana. FORBES ARTICOLO
Questa idea è la base di molte esperienze che progettiamo: non si tratta solo di “fare una foto”, ma di creare un contesto in cui le persone si sentano parte di qualcosa e abbiano voglia di partecipare.
I numeri che raccontano una domanda in crescita
Nell’articolo si parla anche di risultati:
nel 2025 abbiamo registrato una crescita del 65% rispetto al 2024, con oltre 320 attivazioni tra eventi corporate e fiere, di cui 180 integrate con l’approccio AI+.
Numeri che, per noi, significano una cosa: il mercato chiede esperienze che sappiano unire tecnologia, emozione e visione strategica.
Il valore più importante: le persone
Tra le righe più significative, Forbes riporta un concetto che sentiamo ogni giorno: la crescita non è solo una questione di soluzioni, ma di fattore umano. Umberto Gini lo sintetizza così:
“la rapidità di sviluppo è dovuta alla qualità delle persone e al confronto continuo, con l’obiettivo di creare un ambiente in cui tutti possano essere se stessi ed esprimere liberamente le proprie idee”.
Cosa ci portiamo a casa (e cosa arriva adesso)
Essere presenti su Forbes nel primo numero del 2026 non è un traguardo “di immagine”: è un segnale che il nostro modo di fare experiential marketing — progettato, misurabile, creativo e organizzato — sta diventando sempre più rilevante.
Noi continuiamo con la stessa ossessione positiva di sempre: creare esperienze che non si limitino a far dire “wow”, ma che trasformino l’innovazione in valore concreto per chi ci sceglie.
Se vuoi leggere l’approfondimento completo, scrivici: saremo felici di condividere il contesto e raccontarti cosa c’è dietro le quinte di questo percorso.







